Come bere correttamente il caffè

Capire come bere correttamente il caffè sembra una cosa da nulla, finché non ti ritrovi con la tazzina in mano, qualcuno che ti guarda, e ti accorgi che quel gesto quotidiano ha un piccolo “copione” tutto italiano. La buona notizia è che non serve rigidità, basta conoscere due o tre regole e poi lasciarsi accompagnare dal rito, con calma e presenza.

Il cuore del rito, calma e silenzio “buono”

Il punto non è fare scena, è dare al caffè il tempo di raccontarsi. Secondo il galateo italiano, l’espresso si gusta in piccoli sorsi, senza fretta, evitando di mandarlo giù in un colpo solo.

E ci sono due “no” semplici che cambiano tutto:

  • non soffiare per raffreddarlo (se è troppo caldo, aspetta qualche secondo),
  • non bere in modo rumoroso (il suono distrae, e in un ambiente condiviso si nota subito).

Se ci pensi, è una mini lezione di stile: rispetto per chi è con te e attenzione a ciò che hai davanti.

Postura, ti aiuta più di quanto pensi

La postura è la base invisibile dell’eleganza. Non serve irrigidirsi, però una posizione composta fa la differenza, soprattutto a tavola.

Prova così:

  • schiena dritta ma non rigida,
  • spalle rilassate,
  • evita di piegarti in avanti verso la tazzina,
  • niente gomiti appoggiati sul tavolo.

È un assetto naturale, e curiosamente rende anche più “buono” il momento, perché ti costringe a rallentare.

Come si prende davvero la tazzina (senza mignolo in aria)

Qui molti improvvisano, eppure la presa corretta è semplice.

In contesto formale:

  1. poggia il piattino sul palmo della mano sinistra (o destra se sei mancino),
  2. con la mano dominante afferra l’ansa usando pollice e indice, mentre il medio può sostenere la tazzina o stabilizzare il gesto,
  3. le altre dita restano raccolte verso il palmo, senza “aprirsi” a ventaglio,
  4. porta la tazzina alle labbra inclinando leggermente il collo all’indietro, non la tazzina verso il basso,
  5. e sì, il mignolo resta al suo posto.

Al bar, invece, l’etichetta è più elastica: è accettabile lasciare il piattino sul bancone e sollevare solo la tazzina, mantenendo comunque compostezza.

Bar o casa? Cambia la cornice (e tu ti adatti)

A me piace pensarla così: stesso caffè, due scenari, due micro regole.

ContestoPiattinoAtteggiamento
Barpuò restare sul banconesobrietà, meglio sedersi se possibile
Casa o tavolain mano, con tazzina sopragesto più formale e ordinato

Il trucco è osservare l’ambiente e scegliere la versione più adatta, senza sentirti “ingessato”.

Zucchero e cucchiaino, piccoli dettagli che si notano

Se dolcifichi, fallo con discrezione. Se usi zucchero in zollette, prendilo con le pinze, oppure con le dita, ma toccando solo la tua porzione.

Poi arriva la parte più sottile: mescolare.

  • mescola con un movimento dall’alto verso il basso, o viceversa,
  • evita le rotazioni circolari e soprattutto non raschiare il fondo.

Finito di mescolare, il cucchiaino va appoggiato sul piattino a destra. Non si lascia nella tazzina mentre bevi, e non va mai portato in bocca.

Acqua prima del caffè, non dopo (e cambia l’aroma)

Questa è una di quelle abitudini che, una volta adottata, non molli più. Il bicchiere d’acqua naturale, a temperatura ambiente o leggermente fresca, andrebbe bevuto prima del caffè. Serve a pulire il palato e a farti percepire meglio aroma e crema.

E qui chiudo con due note utili, spesso dimenticate:

  • evita di “correggere” con alcolici, soprattutto in contesti formali,
  • il caffè si richiede e si serve una sola volta, senza trasformarlo in una sequenza infinita.

Alla fine, bere il caffè correttamente è una forma di cura: per te, per il momento, per chi è seduto accanto. E quando lo fai con calma, ti accorgi che non è solo caffeina, è proprio un piccolo rito italiano.

Redazione Hb Notizie

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