Sale grosso per le pulizie della tua casa, lo so, suona quasi troppo semplice per essere vero. Eppure è uno di quei rimedi da dispensa che, quando inizi a usarlo nel modo giusto, ti fa pensare: “Ma perché non l’ho fatto prima?”. Il trucco è conoscerne i punti di forza e, soprattutto, i suoi limiti.
Perché funziona davvero (e quando fermarsi)
Il sale grosso è economico, reperibile ovunque e sorprendentemente versatile: aiuta a sgrassare, assorbire umidità e odori, e a “grattare” lo sporco senza ricorrere a detergenti aggressivi. Ma attenzione, la sua natura abrasiva può essere un problema.
Evitalo su:
- marmo e pietre delicate
- legno non trattato o superfici cerate
- finiture lucide facilmente rigabili
Se hai dubbi, fai sempre una prova in un angolo nascosto.
Pavimenti e superfici dure (non in marmo)
Qui il sale grosso dà il meglio quando vuoi un effetto pulente e leggermente brillantante. L’idea è semplice: lo sciogli in acqua, magari con un “alleato” che potenzi l’azione.
Prova una di queste combinazioni nella secchia:
- acqua calda + una manciata di sale grosso
- acqua + sale grosso + un bicchiere di aceto
- acqua + sale grosso + un cucchiaio di bicarbonato
Lava normalmente, senza esagerare con la quantità: non serve trasformare la secchia in una salamoia.
Forno: la pasta che “mangia” le incrostazioni
Quando il forno ha quel fondo scuro che sembra ormai parte integrante della teglia, il sale grosso diventa un ingrediente chiave in una pasta sgrassante.
Mescola fino a ottenere una crema densa:
- 2 cucchiai di sale grosso
- 2 cucchiai di bicarbonato
- un po’ d’acqua (quanto basta)
- se la usi, un pizzico di soda (con cautela e guanti)
Spalma sulle incrostazioni, lascia agire (almeno 30 minuti, meglio un’ora), poi strofina e risciacqua con cura. Il risultato non è magia, è pazienza, ma cambia davvero l’aspetto del forno.
Pentole, padelle e lavabo: lo sporco ostinato cede
Per i fondi bruciati il sale grosso è come una carta vetrata gentile, purché tu non lo usi su materiali delicati.
Metodo rapido:
- cospargi sale grosso sul fondo
- aggiungi acqua calda (o aceto se lo sporco è unto)
- lascia qualche minuto
- strofina con una spugna
Per il lavabo unto, un classico che sembra “da nonna” ma funziona: sale grosso e mezzo limone, poi risciacquo. Odori e patina diminuiscono subito.
Umidità e cattivi odori: il trucco dei 3-4 giorni
Se hai angoli che “sanno di chiuso”, il sale grosso lavora in silenzio, assorbendo umidità.
Come fare:
- metti 180-200 g di sale grosso in una bottiglia di plastica tagliata o in un sacchetto traspirante
- posiziona in angoli umidi, armadi, ripostigli
- controlla dopo 3-4 giorni, se si è inumidito molto, sostituiscilo
Per odori tosti, come scarpe o mani che odorano di pesce, puoi mescolarlo con bicarbonato. Sulle mani, un risciacquo finale con aceto aiuta a “chiudere” l’odore.
Bucato e tessuti: piccoli interventi, grandi differenze
Sul bucato il sale grosso è utile soprattutto in due casi.
- Bianchi spenti: ammollo in acqua, sale e limone, poi lavaggio normale.
- Macchie di vino: qui conta la velocità. Cospargi subito sale grosso, lascia assorbire, poi risciacqua con acqua fredda e procedi al lavaggio.
Per ravvivare alcuni colori, un ammollo in acqua fredda con sale e un goccio di aceto può dare una mano, senza esagerare.
Argenteria, fughe e dettagli che noti subito
Per l’argenteria ossidata, un bagno in acqua calda con sale grosso può migliorare la brillantezza. C’è anche il metodo con foglio di alluminio, sale e acqua molto calda, utile quando l’ossidazione è evidente.
Per le fughe delle piastrelle: crea una pasta con acqua calda e sale grosso, applica con uno spazzolino, lascia agire qualche minuto e poi risciacqua. È un lavoro “a zone”, ma l’effetto si vede.
Due usi lampo che salvano la giornata
- Frigorifero: acqua e sale fino su un panno per macchie leggere e odori.
- Spugne: ammollo in acqua salata per rigenerarle e ridurre i cattivi odori.
Il sale grosso, insomma, è un alleato potente proprio perché semplice. Usalo dove serve, evita le superfici delicate, e ti ritroverai con una casa più pulita, con meno prodotti e con quella soddisfazione tipica delle soluzioni pratiche che funzionano davvero.




