Ti è mai capitato di andare a letto pensando “stasera mi sistemo”, e poi svegliarti con la sensazione che qualcuno ti abbia “annodato” il collo? Il dolore cervicale di notte è subdolo proprio per questo: non fa rumore, ma lavora mentre dormi. La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, c’entra più come dormi, e su cosa dormi, che non la sfortuna.
Perché la cervicale fa più male di notte (e al risveglio)
Quando ti addormenti, i muscoli dovrebbero rilassarsi. Se però la testa resta fuori asse anche di poco, il collo passa ore a compensare. Risultato: tensione muscolare, rigidità e quel fastidio che parte dalla nuca e può “tirare” fino alle spalle.
I due colpevoli più frequenti sono:
- Posizione non neutra del collo (rotazione o flessione prolungata)
- Cuscino e materasso che non sostengono bene la colonna
L’obiettivo è semplice da dire e molto efficace da applicare: mantenere testa, collo e colonna il più possibile allineati.
Le posizioni migliori: la classifica che cambia le notti
Non serve diventare perfetti, basta spostare l’equilibrio dalla parte giusta.
1) Sul fianco, la scelta più “sicura”
Dormire sul fianco è spesso la posizione più tollerata: è stabile, naturale, e riduce le torsioni. Il punto chiave è il cuscino: deve riempire lo spazio tra spalla e testa senza inclinarti.
Piccolo trucco che fa una grande differenza:
- Metti un secondo cuscino tra le ginocchia: aiuta l’allineamento del bacino e, a cascata, alleggerisce anche la zona cervicale.
2) A pancia in su, ottima se la fai “bene”
La posizione supina aiuta l’allineamento, ma richiede un supporto corretto: se il cuscino è troppo alto, la testa viene spinta in avanti e il collo protesta.
Funziona bene se:
- il cuscino sostiene la curva naturale del collo
- il materasso non ti fa “affondare” in modo disomogeneo
3) A pancia in giù, la posizione da evitare (se puoi)
Dormire proni obbliga quasi sempre il collo a una torsione lunga ore. È la combinazione più stressante, perché mette le vertebre in rotazione.
Se proprio non riesci a farne a meno:
- usa un cuscino sottilissimo o nessuno
- cambia il lato verso cui giri la testa durante la notte (riduce l’abitudine a irrigidirti sempre nello stesso verso)
Il “metodo” del cuscino: uno solo, messo nel punto giusto
Qui spesso si vince o si perde. L’idea è sostenere testa e collo fino alla parte bassa della cervicale, riempiendo quella piccola conca naturale.
Regole pratiche:
- meglio un solo cuscino ben posizionato, rispetto a due impilati
- la testa non deve “cadere” di lato né spingere il mento verso il petto
- valuta materiali che mantengono la forma, molti trovano beneficio con il lattice per la sua elasticità e sostegno costante
Se vuoi un’immagine semplice: pensa al collo come a un ponte, il cuscino è l’arcata che lo sostiene, non un mattone che lo piega.
Materasso: come capire se ti sta aiutando o sabotando
Un materasso troppo cedevole crea buche, uno troppo rigido lascia punti in pressione. In entrambi i casi, la colonna si adatta male e il collo compensa.
Due accorgimenti concreti:
- Ruota l’orientamento del materasso almeno una volta al mese (testa-piedi), per distribuire l’usura
- Se ti svegli spesso “storto” o con formicolii, valuta un materasso ergonomico più adatto al tuo peso e alla tua postura
Routine serale: il rilassamento che si sente davvero
A volte la cervicale non è solo postura, è anche “carico” accumulato. Aiuta preparare il corpo al sonno come si farebbe con una stanza: abbassare le luci, togliere rumori, sciogliere tensioni.
Prova una mini routine da 10 minuti:
- Impacco caldo sulla zona cervicale per 5-8 minuti (rilassa la muscolatura)
- Respirazione lenta o breve pratica di mindfulness
- Una tisana rilassante (camomilla, melissa o valeriana)
E, durante il giorno, inserisci esercizi mirati di rinforzo e mobilità: una cervicale più stabile tende a “lamentarsi” meno anche di notte.
Quando è il momento di farsi valutare
Se il dolore notturno persiste per settimane, peggiora, o si associa a sintomi come debolezza, formicolii importanti o mal di testa frequenti, è sensato sentire un professionista. Un fisioterapista può valutare postura, mobilità e carichi, e costruire un percorso in fasi, controllo del dolore, recupero del movimento, riabilitazione funzionale.
In fondo, la cervicale non è un mistero: è un sistema di equilibrio. Quando le dai supporto, allineamento e un po’ di recupero, spesso smette di rovinarti la notte. E tu torni a fare una cosa che sembra banale, ma cambia tutto: dormire davvero. Un ultimo appunto, capire cos’è la cervicale e come si integra nella colonna aiuta anche a scegliere meglio posture e supporti, senza andare a tentativi.




